Consigli e Suggerimenti

Migliaia di fonts gratis e un editor nascosto di Xp per crearle

Posted on gennaio 23, 2008. Filed under: Consigli e Suggerimenti |

Better Fonts: 10.000 fonts gratis, scaricabili con tanto di demo.
Bello e pulito, in stile web 2.0.

Abstract Fonts: idem come sopra, più di 10.000 fonts suddivise per categorie, non tutte freeware però, con tanto di preview delle mappe dei caratteri, descrizione, links e commenti dei membri del sito. Classifiche delle più scaricate.

Infine un programma nascosto di Windows Xp pittosto curioso che consente di disegnare fonts, loghi ed icone: Private Character Editor.
Si fa partire dallo Start Menu, digitando eudcedit su Esegui e premendo invio.

Quando si avvia il programma si deve selezionare un codice esadecimale, il resto è soltanto immaginazione pura. Si possono creare più di 6000 caratteri, loghi e simboli attraverso alcuni intuitivi strumenti di disegno.
Una volta concluso il lavoro, il carattere può essere salvato ed usato. Può anche essere creato un nuovo carattere a partire da uno già esistente.

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Strani avvisi di Google: We’re sorry…

Posted on ottobre 22, 2007. Filed under: Consigli e Suggerimenti, News |

“Siamo spiacenti… … ma non possiamo elaborare la tua richiesta in questo momento. Un virus o un’applicazione spyware ci sta inviando richieste automatiche e sembra che il tuo computer o la tua rete siano stati infettati.”

Alcuni di voi potrebbero probabilmente supporlo. Tuttavia non ci troviamo di fronte ad un comune messaggio di un antivirus per computer, bensì ad un avviso di Google che, qualche volta, potrebbe apparire al posto di una ricerca. Non ci credete? Ecco una prova in italiano (riproducibile):

Quindi Google si è messo a produrre un antivirus? Anche in questo caso la risposta è no. Più semplicemente, da un anno a questa parte Google ha iniziato a prendere evidenti precauzioni in termini di sicurezza su due fronti:

  1. da un lato per l’utente, con l’intento di salvaguardare la sicurezza del navigatore fornendo avvisi per siti potenzialmente pericolosi. Su questo argomento consiglio di leggere l’articolo Google e Stopbadware;
  2. dall’altro lato per la stessa Google. L’obiettivo del motore di ricerca è quello di cautelarsi il più possibile rispetto al fenomeno delle query automatiche, peraltro vietate dai termini d’uso di Google, generate al fine di ottimizzare risorse e prestazioni.

Ed è proprio il secondo punto ad aver richiesto, da parte di Google, l’implementazione di alcune misure di sicurezza preventive al fine di limitare l’uso indiscriminato dello scraping, una tecnica che si basa sulla richiesta ed analisi di una pagina web da cui viene ‘scaricato’ l’intero contenuto. L’obiettivo, inutile dirlo, è quello di eseguire query automatiche via Google, estrapolarne i risultati e gestire le informazioni attraverso tool o interfacce sostitutive a Google.

Quali sono le cause di questo messaggio?

Arriviamo dunque al succo del discorso: quali sono le cause che possono portare Google a mostrare questo messaggio?

Nonostante il contenuto del messaggio faccia riferimento alla possibile presenza di un virus o di qualche spyware sul vostro computer, non lasciatevi prendere dal panico.

L’ipotesi che realmente il vostro computer sia infetto è assolutamente remota, soprattutto nel caso in cui stiate leggendo questo articolo e le vostre competenze siano tali da far presupporre piuttosto l’uso di strumenti avanzati di monitoraggio per SEO.

Sono infatti questi software che, nella maggior parte dei casi, Google riesce ad individuare con una certa facilità. Tra i software più a rischio risultano:

  • Strumenti di analisi del posizionamento
  • Strumenti per l’analisi delle keyword
  • Strumenti per calcolare il page rank o ottenere informazioni su un sito in SERP

Tra questi programmi rientrano nomi noti, come ad esempio WebCEO o Keyword Analyzer. In passato, alcuni di questi strumenti sono anche stati bannati dagli indici di Google per violazione ripetuta delle TOS.

Attenzione, questo non significa che non dobbiate usare questi strumenti… solo siate scaltri nel configurarli in modo tale che il loro uso delle query automatiche non sia eccessivo in un breve lasso di tempo.

Disabilitazione totale o per query

Il messaggio di errore che avete visto nello screenshot non è il solo avviso che potreste incontrare. Esistono infatti due tipi di precauzione:

  1. Limitazione delle ricerche per la singola query, ovvero la casistica identificata nello screenshot pubblicato in apertura. In questo caso Google tenta di prevenire un comportamento che sembra essere ricondubile ad un singolo worm/spyware/virus circoscritto a specifiche query.
  2. Limitazione delle ricerche allargata che, come mostra lo screenshot seguente, si estende a qualsiasi query verso il motore di ricerca per un arco di tempo imprecisato. Questo è il caso “più problematico”. Google ha individuato che dal computer (o dalla rete in caso di intranet) è stato inviato un numero eccessivo di query, normalmente riconducibile ad una infezione o all’uso di software. In questo caso, per ogni query successiva è richiesta la digitazione di un codice CAPTCHA che autentica la richiesta come se fosse proveniente da una persona.

Non tutte le query sono uguali

L’utilità o meno di questo sistema, così come la sua efficacia sono argomenti al di fuori dallo scopo di questo articolo.

La parte più interessante del sistema, a mio avviso, è verificare come lo stesso sia modellato anche in base ai reali pericoli della rete. Questo significa sostanzialmente che il “peso” attribuito ad ogni query da Google per determinare, in combinazione con il fattore frequenza, la corrispondenza ad una query anomala è diverso da query a query.

Potremmo dire che la probabilità che la query sia “maligna” è data dal superamento di una soglia di sicurezza, corrispondente in modo banale ad un valore. Così come avviene ad esempio per i filtri antispam nell’email, ogni query parte da un valore 0 al quale vengono sommati dei punti a seconda di determinati fattori. Il numero di query è anomalo? Somma +N punti. Il tipo di query è a rischio? Somma +N punti. Il tipo di query è molto a rischio? Somma +N*2 punti.

Questo significa, ad esempio, che se cercate rapidamente con la query Powered by PhpBB saltando tra pagine non consecutive, potrebbe capitarvi di visualizzare il messaggio più facilmente che se cercate il mio nome.

Il motivo alla base di questo sistema è tutto sommato semplice da capire. Alcuni worm hanno obiettivi specifici, come spiegato sul blog sicurezza di Google, ad esempio quello di identificare vulnerabilità su piattaforme tendenzialmente a rischio come PhpBB. In una scala di pericolosità, invece, una query per il mio nome suscita minore preoccupazione… e certo, sono mica Kevin Mitnick io!

Come prevenire il problema

Prevenire è meglio che curare. La prevenzione, in questo caso, consiste nel limitare l’uso di software che inviano richieste automatiche a Google. Una sana manutenzione al proprio computer, tuttavia, non guasta mai, giusto per essere sicuri che il vostro hard disk non assomigli ad un allevamento intensivo di virus.

A volte quando si usano vari servizi Google, quali Google search engine Motore di ricerca di Google to search the web or Per la ricerca sul Web o Google Translate Google Translate to translate text or web page to your native language, you may occasionally encounter a Google Error message which saying “We’re Sorry” with the following text. Di tradurre il testo o una pagina web per la tua lingua nativa, è possibile che di tanto in tanto incontrare un messaggio di errore di Google, che dice “Ci scusiamo”, con il seguente testo.

Il sintomo sembra accadere quando hai troppo eccessivo o utilizzare il servizio di Google o server, o Google ha rilevato che il sistema di rete IP che si sta utilizzando ha cercato di abusare di servizio di Google, cercando scientemente troppe volte troppo Veloce, inconsapevolmente o da software dannoso sul proprio computer. In ogni caso, non sarà in grado di utilizzare principali siti di Google, per un periodo di tempo.

Di solito il divieto durerà per circa 24 ore, la soluzione di questo particolare errore di Google è di aspettare dopo 24 ore e si cerca di utilizzare nuovamente il servizio di Google.

Se avete bisogno di accesso e di uso di Google immediatamente, la soluzione è quella di provare ad usare il vostro ISP server proxy per l’accesso a Google (o, se si sta utilizzando il server proxy per navigare, cercare di rimuovere il proxy e di uso diretto di connessione ad Internet, invece).

Oppure cambiate motore di ricerca  

http://it.yahoo.com/

Questo problema viene accusato spesso dagli utenti fastweb, in quanto condividono lo stesso gateway con altri utenti della zona (qualcuno di questi potrebbe avere il PC pieno zeppo di virus).

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5 metodi alternativi per usare Gmail

Posted on ottobre 2, 2007. Filed under: Consigli e Suggerimenti |

Gmail è senza ombra di dubbio uno dei migliori servizi web 2.0 di tutti i tempi e, la sua estrema flessibilità lo rende qualcosa di unico, che va oltre il semplice web-client di e-mail.

A conferma di tutto ciò, eccovi una bella lista con ben cinque metodi per usare Gmail in modo alternativo:

Usare Gmail per annotare cose importanti: Installando la Google Toolbar, nel menu contestuale del browser, apparirà un’opzione con la quale “mandare gli elementi selezionati a Gmail”.

Usare Gmail per ricevere news da Twitter: Andare nel proprio profilo di Twitter, cliccare la voce “Take Twitter with you!…” ed immettere il proprio indirizzo Gtalk (e quindi anche Gmail) nello spazio “Instant Messenger”. A questo punto, nella parte bassa della pagina di Gmail, selezionare la voce “standard with chat”.

Salvare i segnalibri in Gmail: Andate su Yahoo! Alerts, mettete l’indirizzo dei feed RSS del vostro profilo su del.icio.us nel campo “Enter the URL for a web site’s RSS feed” e, come e-mail (nella parte bassa della pagina) inserite il vostro indirizzo Gmail.

Gestire la lista delle cose da fare in Gmail: usare Google Calendar ed integrarlo in Gmail tramite userscript (per Firefox usare l’estensione Greasemonkey).

Bloggare da Gmail: Basta usare IMfied.

 

Fonte. 

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Vista SP1 e Creazione Disco Ripristino

Posted on ottobre 2, 2007. Filed under: Consigli e Suggerimenti, News |

Come abbiamo segnalato precedentemente, Microsoft ha rilasciato ad un gruppo di tester selezionati la prima Beta di Windows Vista SP1, prima pacchetto di aggiornamento per il nuovo sistema operativo client del colosso. Vista SP1 introdurrà una serie di novità nel sistema operativo, anche se non paragonabili a quelle introdotte da SP2 di XP nel vecchio OS.

Come annunciato giorni fa da Microsoft, in aggiunta agli aggiornamenti rilasciati tramite WU e MU in questi mesi, “SP1 includerà modifiche dedicate alla correzione di specifici problemi di affidabilità e performance identificati tramite feedback, e supporto di nuovi tipi di hardware, e svariati standard emergenti. SP1 inoltre offrirà ulteriori miglioramenti all’esperienza di amministrazione IT. SP1 non è stato progettato come un veicolo per il rilascio di nuove funzionalità, tuttavia, alcune componenti esistenti guadagneranno migliori funzionalità in SP1“.

Come riportato da Long Zheng su istartedsomething.com, una delle novità dedicate agli utenti finali dal punto di vista delle nuove funzioni introdotte, è un nuovo strumento amministrativo che permetterà di creare un disco di ripristino per il sistema (disponibile tra gli strumenti nella cartella Manutenzione). Contrariamente a quanto farebbe pensare il suo nome, non si tratta di uno strumento per la creazione di un disco di “ripristino totale” (come quelli solitamente forniti dagli OEM). Piuttosto Vista SP1 permetterà di creare facilmente un disco di “Riparazione per Windows”, una versione “alleggerita” del disco di installazione stesso del sistema con accesso a Windows Recovery Environment. Lo strumento si occupa infatti di estrarre dalla immagine disco originale di installazione di Vista, tutti gli strumento di “riparazione” ed i file comuni di sistema, eliminando le funzionalità di “installazione”.

Il DVD di Windows Vista esegue infatti Windows PE, una versione estremamente leggera di Windows che può essere avviata da un media rimovibile per eseguire mansioni di manutenzione del sistema. Finora la creazione di un immagine Windows PE non era un task facile e alla portata di tutti gli utenti. Il nuovo strumento “Crea un disco di ripristino” nasce proprio per rispondere a questa problematica, semplificando il processo e permettendo di realizzare un disco di riparazione in appena due click. Per eseguire lo strumento basta avviarlo: “Menu Start” > “Tutti i programmi” > “manutenzione” > “Crea un disco di ripristino”; e seguire le istruzioni a schermo. Sarà necessario un CD o un DVD vergine e il DVD di installazione originale di Windows Vista. L’intera procedura non dovrebbe impiegare più di 5 minuti.

Per entrare nel Windows Recovery Environment, si dovrà invece cliccare sul link “Ripara il computer” posizionato in basso nella schermata di benvenuto e selezionare la partizione di Windows che si vuole riparare. Successivamente sarà fornita una lista di opzioni, tra cui riparazione dell’avvio, ripristino del sistema e prompt dei comandi. Ricordiamo che WinRE permette anche di eseguire backup di emergenza utilizzando per esempio una penna USB collegata al sistema, che viene riconosciuta proprio perché l’ambiente di ripristino gira effettivamente su Windows (con supporto generico per i driver USB). Il disco di ripristino tuttavia “pesa” solo alcune centinaia di MB (quindi può essere creato su un normale CD).

Ricordiamo comunque che Windows Recovery Environment poteva già essere installato su una partizione del disco. Il blog ufficiale del team degli sviluppatori dello strumento ha pubblicato una serie di interventi che spiegano passo-passo come effettuare questa ed altre operazioni, per esempio come creare una immagine Window RE utilizzando Windows AIK.

Fonte. 

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Il notebook? Ecco come scegliere senza sbagliare.

Posted on ottobre 1, 2007. Filed under: Consigli e Suggerimenti |

Si fa presto a dire notebook: sembrano tutti simili, differenziati da finiture più o meno curate, più o meno lucide. Ma quale scegliere visto che, oltretutto il range di prezzo è molto ampio e ci sono modelli low cost da 500 euro? Innanzitutto bisogna capire quale uso si intende fare del pc portatile. Se il compito del personal sarà navigare sul Web, usare l’instant messaging, mandare un paio mail ogni tanto e caricare gli mp3 su un lettore, allora un pc entry level può essere sufficiente, con Windows Vista (basic), se si vuole affrontare ancora l’immaturità di questo sistema operativo in alcune situazioni (driver di periferiche in primis) o con il vecchio caro Xp se si vuole andare sul sicuro. Se, invece, si desidera una macchina «fluida» allora non ci sono alternative: serve un notebook con un comparto video serio. E questo vuol dire chip video dedicati, tipicamente realizzati da Ati e da nVidia, e soprattutto occorre una memoria dedicata alla grafica e all’elaborazione delle immagini che sia distinta dunque dalla memoria di sistema. Le macchine più economiche, infatti, utilizzano lo schema della memoria condivisa: dalla Ram di sistema viene prelevata memoria anche per il video e questo si traduce in un rallentamento generale e in una significativa perdita di prestazioni, soprattutto durante impieghi gravosi come i videogiochi o la visione dei film. Meglio dunque affidarsi solo a notebook dove il comparto video sia all’altezza delle moderne esigenze multimediali,e della voracità di Windows vista e dell’interfaccia Aero troppo pesante per i sistemi con grafica integrata. Non sempre nei negozi viene specificato se il pc ha il video integrato: meglio chiedere sempre.

Ora i prezzi sono abbordabili grazie a soluzioni tecniche come Ati HyperMemory o nVidia Turbocache, alchimie tecniche che permettono di abbinare i costi bassi della memoria integrata con i vantaggi di quella dedicata. E il trucco è proprio questo: un po’ di memoria veloce che dialogasolo con il chipvideografico e un pizzico di ram a supporto. E a proposito di ram , è meglio avere 2 GB, soprattutto se si lavora con le edizioni più complete di Vista.

Per la scelta della piattaforma l’optimum è rappresentato dalle ultime versioni di Intel Centrino basate su processori dual core; valida anche l’alternativa Turion di Amd. Quanto ai dischi una capienza di 120-160 Gb è più che sufficiente,, ma è bene preventivare l’acquisto di un hard disk esterno Usb. Attenzione infine ai display lucidi, sono belli, la qualità delle immagini è eccellente ma soffrono a causa dei riflessi dell’illuminazione ambientale.

Fonte. 

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Un trucco per scaricare senza limiti da Emule.

Posted on settembre 28, 2007. Filed under: Consigli e Suggerimenti |

Dovete sapere che nel Service Pack 2 di Windows XP è stata introdotta una forte limitazione sul numero delle connessioni parziali che il sistema operativo può avviare simultaneamente..

Ma i software come Emule necessitano di un grande numero di connessioni semi aperte per dare il meglio. Come fare? Presto detto.

Andate sul sito LVLLORD e scaricate il primo dei due file.

Estraete ora il contenuto dall’archivio e fate doppio clic su EvlD4226Patch.exe.

Apparirà una finestra DOS.

Il valore in Current maximum concurrent half-open connections è 10.

Vi proporrà di impostarlo a 50 con la domanda Do you really want to change the limit to 50?.

Noi dobbiamo portarlo a 100! Quindi premete il tasto C della tastiera, digitate 100 e premete Invio. Confermate con il tasto Y.

Ora apparirà la schermata della Protezione file di Windows avvertendoci che alcuni file del sistema operativo sono stati modificati.

Vi chiederà di inserire il cd di Windows per ripristinarli, NON FATELO! Premete invece su Annulla e poi su.

Tornate alla schermata DOS e premete un qualsiasi tasto. Fin qui tutto chiaro?

Ora riavviate il sistema operativo e avviate Emule. Premete Opzioni. Nella finestra che appare cliccate su Opzioni Avanzate e cercate nella lista a destra la voce N massimo connessioni Parziali Aperte. Selezionate il box e digitate 100. Cliccate Ok. Riavviate Emule e….buon download!

Fonte. 

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Rendere definitiva la propria copia di Windows Vista 32-bit con licenza definitiva OEM tramite patch PARADOX

Posted on settembre 23, 2007. Filed under: Consigli e Suggerimenti |

Scritto da CHICCHEDIALA

Dopo la patch timerlock, che si occupa di fermare il timer per rendere la versione di Windows in pratica come se fosse definitiva, ecco una nuova funzionante patch che rende la copia di Windows Vista realmente valida e genuina. La patch rende funzionanti le copie di Windows Vita 32 bit, non vale per Vista 64 bit, non ancora attivate, quindi è applicabile solo se durante l’installazione non avete inserito il seriale. Questo fantastico crack si occupa di modificare alcune librerie di sistema che si occupano della verifica dei prodotti OEM. Microsoft per venire incontro alle esigenze di alcuni rivenditori hardware ha creato un’apposita licenza OEM che non necessita la registrazione dell’utente ma che si basa su un controllo incrociato tra bios della scheda madre, codice seriale e checksum criptato dello stesso. Il risultato consiste nel far credere a Vista che il PC utilizzato è un Asus con regolare licenza OEM anche se in realtà stiamo lavorando su un pc di casa o su un qualsiasi altro Notebbok. La patch si chiama Paradox e contiene una cartella contenente diversi file e una cartella con dentro certificati(CERT):

  • OEMTool.exe installa dei driver contenuti nella cartella.
  • ASUS.xrm-ms [si trova nella cartella CERT ed è da copiare in C, se vogliamo seguire la guida passo passo]

GUIDA PRATICA

0. Saricare e installare Windows Vista [NON INSERIRE IL SERIALE QUANDO INSTALLI]

  • [Se hai già installato Windows Vista e hai già applicato la patch timerlock2.0 puoi applicare ugualmente la patch, passa al punto 1 ]
  • Se non sai dove scaricare Microsoft Windows Vista, trovi il file torrent direttamente dentro paradox.zip. La versione che scaricherai è quella attuale RTM (Release To Manufacturing) build 6000.16386. Il file torrent è un file che si apre con un programma come Utorrent e ti consente di scaricare il file immagine di Windows Vista edizione finale (la versione di Vista la decidi durante l’installazione. Scegli se installare Businees, Ultimate..)
  • [Non aggiornare Vista tramite gli aggiornamenti automatici fino a quando non abbiamo finito la guida]

1. Disabilitiamo temporaneamente UAC(Controllo Account Utente)

  • Scriviamo dalla riga di commando(start–>esegui): MsConfig (invio)
  • Andiamo nella scheda Strumenti (come nella figura qui sopra)
  • Andiamo su “Disabilita controllo dell’account utente” e clicchiamoci sopra.
  • Clicchiamo il bottone Esegui come in figura, se lo avete in italiano regolatevi con la figura, ha un nome diverso, ma è sempre nella stessa posizione.
  • Confermiamo con OK eventuali messaggi di conferma e Riavviate.
  • [per riabilitare UAC, dopo aver apllicato la patch, fate il percorso inverso e anziche disabilitare lo riabilitate nella riga subito sotto.]

2. Scompattiamo la cartella Paradox.zip dove desideriamo.

  • Eseguiamo OEMTOOL.EXE, lasciamo selezionato ASUS (default) e clicchiamo “Install Emulation Driver”.
  • Quando ci appare un messaggio di conferma clicchiamo OK


3. Riavvia il PC.

4. Installiamo il certificato OEM

  • Copia il file ASUS.xrm-ms, contenuto nella cartella CERTS, e incollalo in C
  • Vai in Start/Esegui/cmd

  • Dal promopt scriviamo “SLMGR.VBS -ilc C:\ASUS.XRM-MS”.
  • Attendere qualche secondo che esca fuori un messaggio come nella seguente figura e cliccare OK

5. Installiamo un product key OEM con la sintassi “SLMGR.VBS -ipk OEM_PRODUCT_KEY”

  • A seconda della vostra edizione dovete indicare un OEM_PRODUCT_KEY che trovate nel file PKEYS.txt contenuto nella patch
  • Se avete Windows Vista Ultimate allora ecco direttamente cosa bisogna scrivere:

SLMGR.VBS -ipk 6F2D7-2PCG6-YQQTB-FWK9V-932CC

Aspettare qualche secondo fino a che esce il seguente messaggio

6. Verifichiamo la nostra licenza se è diventata valida e genuina

Esegui SLMGR.VBS -dlv:

Desclimer: La guida vuole essere solo una dimostrazione della vulnerabilità del sistema, non si intende in alcun modo incoraggiare la pirateria informatica. Se volete una copia di Windows Vista valida dovete acquistarla regolarmente , solo così potrete riceve assistenza e avere un prodotto garantito.

ECCO LA PATCH AUTOMATICA CHE ELIMINA TUTTO IL PROCESSO SOPRA DESCRITTO. ORA TUTTO SARA’ ESEGUITO CON UN SEMPLICE CLICK.

La procedura appena descritta è stata automatizzata, cosa vuol dire? Significa che tutto ciò che ho scritto precedentemente viene fatto dalla patch che potete scaricare dai seguenti indirizzi:

Basta cliccare sul file eseguibile per rendere attiva e definitiva la licenza di Windows Vista.
Vale solamente per Vista 32 bit!

[Disclaimer: La guida vuole essere solo una dimostrazione della vulnerabilità del sistema, non si intende in alcun modo incoraggiare la pirateria informatica. Se volete una copia di Windows Vista valida dovete acquistarla regolarmente, solo così potrete ricevere assistenza e avere un prodotto garantito.]

Fonte

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Eliminare Windows Vista da un’altra partizione e ritornare solo a Windows XP

Posted on settembre 23, 2007. Filed under: Consigli e Suggerimenti |

Molti di noi hanno provato il nuovo sistema operativo Windows Vista: alcuni l’hanno installato in una partizione a parte in modo da poterlo usare come alternativa a Windows XP, altri invece lo hanno installato sostituendolo proprio al vecchio sistema operativo, e altri ancora lo hanno provato in modo virtuale. A giudicare dalle email che mi arrivano, non tutti sono pienamente soddisfatti da Windows Vista e quando possibile, come nel caso di chi lo ha installato in una partiziona secondaria, si preferisce eliminalro del tutto. Il dubbio è “come si fa ad eliminare Windows Vista quando è installato in un altra partizione?” “Come posso evitare il menu di avvio che mi chiede se voglio partire con Windows Vista dopo che l’ho eliminato?” A queste domande cercheremo di dare una risposta oggi con un a brevissima guida che mostri come formattare la partizione di Vista e come rispristinare il menui di avvio solo per Windows XP. Al termine potrete finalmente avere l’avvio automatico di Windows XP senza il fastidioso e inutile menu di boot.

Formattiamo la partizione di Windows Vista

Portiamoci sul Pannello di controllo, andiamo in Strumenti di amministrazione e nella colonna di sinistra clicchiamo Gestione Disco. Fatto ciò compariranno sulla destra tutte la partizioni di tutti i dischi installati. Individuiamo la partizione di Windows Vista e con il tasto destro sopra di questa clicchiamo dal menu contestuale scegliamo Formatta.

Cancelliamo Vista dal Boot di avvio

Ora scarichiamo EasyBCD da qui, installiamolo e avviamolo. Dalla finestra principale del programma non dovremo fare altro che cliccare Manage Bootloader. Sulla parte di destra clicchiamo Uninstall the Vista Bootloader(use to restore XP) e successivamente per terminare clicchiamo Write.

Fonte

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Attenti ai falsi temi per WordPress e Joomla

Posted on agosto 5, 2007. Filed under: Consigli e Suggerimenti |

E’ molto diffusa, e ci mancherebbe altro, la pratica secondo la quale i bloggers cercano in rete alcuni temi per rendere più piacevole il loro blog. Ebbene, i blogger più ingenui possono finire col scaricare temi da siti web non ufficiali, e non sempre è tutto rose e fiori. Milo infatti lancia l’allarme: alcuni portali mettono a disposizione per il download temi maligni per WordPress e Joomla; maligni in quanto sotto-sotto registrano i dati di accesso degli admin, installano spyware e redirettano gli utenti su portali ove sono presenti malware. Tra questi portali è stato segnalato Templatesbrowser.com, che in ciascun tema ha aggiunto un file function.php in grado di spiare l’attività sul blog e danneggiare gli utenti.

L’invito dunque è solo uno: per la sicurezza del vostro blog e degli amati visitatori che ogni giorno lo popolano, scaricate i temi solamente dai siti web ufficiali dei loro autori, oppure dalle mega-directory messe a disposizione da WordPress e da Joomla, raggiungibili rispettivamente da QUI e da QUI.

Fonte: 5thirtyone.com

Via: Delfins

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Installare Windows Vista ed Ubuntu Linux in configurazione “dual boot”

Posted on luglio 29, 2007. Filed under: Consigli e Suggerimenti |

Impostare un sistema “dual boot” Windows Vista – Ubuntu Linux che permetta, all’avvio del personal computer, di scegliere di volta in volta quale sistema operativo avviare, è un’operazione molto semplice da effettuarsi.
Con l’avvento delle soluzioni per la virtualizzazione, l’installazione di sistemi operativi in configurazione dual-multi boot ha perso un pò d’interesse. Purtuttavia, va osservato come l’installazione di un sistema operativo all’interno di una macchina virtuale non possa offrire certamente le migliori prestazioni possibili: le performance ottenibili sono ben lontane da quelle fruibili installando lo stesso direttamente sulla macchina “fisica”.

Vediamo come configurare Windows Vista e Ubuntu Linux in configurazione dual boot, sullo stesso personal computer, in modo da ottenere, con entrambi i sistemi operativi, massimi risultati in termini di performance.

Supponiamo, come primo passo, di avere già a disposizione una macchina sulla quale sia stato precedentemente installato Windows Vista. A scopo precauzionale ci si accerti di avere a disposizione una copia di backup dell’intero contenuto del disco fisso in modo da poter tornare agevolmente sui propri passi qualora qualche cosa dovesse andare storta.

A questo punto si potrà scaricare la distribuzione Linux che si desidera installare in configurazione dual boot con Windows Vista. Nel caso di Ubuntu, è possibile prelevare la versione più recente del sistema operativo:
Ubuntu 7.04 Feisty Fawn
Si dovrà quindi provvedere a masterizzare l’immagine ISO su supporto CD. Ricordiamo che questa operazione deve essere effettuata utilizzando il software di masterizzazione preferito (il file .ISO non dovrà essere masterizzato su CD come semplice file ma si dovrà scegliere l’opzione che consente di creare un CD a partire da un’immagine ISO; Write from an ISO image…).

Prima cosa da fare e verificare se avete configurato il computer per l’avvio di più sistemi operativi > Start > Pannello di controllo > sistema > avanzate >
all’interno della finestra Avvio e ripristino, aprite Impostazioni e verificate che ci sia spuntata la voce > visualizza elenco sistemi operativi per 30 secondi, in ogni caso i secondi possono essere modificati a piacere, l’importante è che sia impostato in questo modo.

Dopo aver avviato Windows Vista, è necessario cliccare sul pulsante Start, quindi – con il tasto destro del mouse – sulla voce Computer, infine su Gestione. Apparirà la finestra Gestione computer (alla comparsa della schermata UAC – User Account Control – è necessario cliccare sul pulsante “Continua”).

Clicchiamo ora sulla voce Gestione disco quindi selezioniamo la partizione ove è installato Vista. Facendo clic con il tasto destro del mouse su di essa quindi optando per la voce Riduci volume, si avrà la possibilità di ridimensionare opportunamente lo spazio occupato su disco fisso dalla partizione destinata a Windows Vista in modo da fare spazio per Ubuntu Linux.

Windows Vista calcolerà lo spazio disponibile per avviare l’operazione di ridimensionamento della partizione. In particolare, viene richiesto all’utente il quantitativo di spazio che si vuole liberare e che sarà quindi sfruttabile, in questo caso, per l’installazione di Ubuntu. Si tenga presente che Linux necessita di almeno 4 GB di spazio libero su disco.
Quando la procedura di ridimensionamento sarà conclusa, in elenco vi sarà una partizione più piccola per Windows Vista e noterete la presenza di un segmento di spazio non allocato.

Portata a termine questa fase, verificare se il vostro computer è impostato con avvio da CD/DVD inserite il Cd di installazione di Windows e spegnete il Computer, riaccendete il computer > se notate che all’avvio viene visualizzato un messaggio che per partire da CD dovete premere un tasto siete già a buon punto, in caso contrario niente paura lo imposteremo.

La procedura per entrare e modificare le impostazioni del BIOS e uguale sia per XP che per Windows Vista.

Per entrare nel bios, appena accendete il pc schiacciate ripetutamente il tasto F2 il tasto DEL o CANC. In ogni caso, la schermata iniziale dell’avvio del PC chiarisce il modo per poter entrare nel BIOS.

Tasti per entrare nel BIOS

Nei PC desktop, solitamente si usa il tasto CANC (Del) a meno
che non specificato diversamente nella schermata di avvio…

Usate la combinazione di tasti indicata sullo schermo
premendo Esc l’immagine sparirà e sarai in grado di vedere i messaggi di avvio


Su alcuni si preme F2 su altri F12.
Per i Portatili: Acer – Ctrl+Alt+Esc o F2
Compaq – F10 o Del (Canc)
Compaq Presario – PremereAlt+Ctrl+Esc all’avvio quando vedi il logo “Compaq”
Dell – F1 o Del. (Canc)
Gateway 2000 – F2 or F1
Hewlett Packard – F1
IBM > Aptiva – F1
IBM > ThinkPad – F1 o Ctrl+Alt+S
Leading Edge
Fortiva 5000 – Ctrl+Alt+A or Ctrl+Alt+S
NEC – F2
Packard Bell – F1 o F2 o Ctrl+Alt+S
Sharp Laptop 9020 – F2
Sony – F3, a volte F2, o F1
Toshiba Laptops – premere ESC durante l’avvio la quale avviserà
di premere F1 per accedere al Bios.
AST: Per entrare nel Bios, premere CTRL+ALT+ESC all’avvio del sistema.
COMPAQ PRESARIO: Per entrare nel Bios, premere F1 o F10 durante l’avvio del sistema.
GATEWAY 2000: Per accedere nel Bios, premere F1 durante l’avvio del sistema.
HP PAVILION: Per accedere nel Bios, premere F1 all’avvio del PC.
HP VECTRA: Per entrare nel Bios, premere F1 o F2 durante l’avvio del sistema.
IBM APTIVA: Per entrare nel Bios, premere F1 durante l’avvio del sistema.
NEC READY: Per entrare nel Bios, premere F2 durante l’avvio del sistema.
PACKARD BELL: Per accedere nel Bios, premere F1 durante l’avvio del sistema.
SONY VAIO: Per entrare nel Bios, premere DEL durante l’avvio del sistema.
TOSHIBA INFINIA: Per entrare nel Bios, premere F1 durante l’avvio del sistema.

 

Una volta nel BIOS > posizionatevi su “BOOT” (Avvio) spostandovi con le freccette Destra – Sinistra del tastierino numerico (alla vostra destra) (la voce “Boot”può cambiare leggermente nome, ma è proprio lì che dovete cambiare l’avvio.) > invio per entrare nel menù “Boot” (Per entrare nei menù usate > Invio e per uscire usate > Esc)
All’interno del Boot spostatevi con le frecce su e giù > fino a trovare > “Boot device priority” o qualcosa del genere comunque basta far scorrere i menù fino a quando troverete tre o quattro voci posizionate verticalmente e inserite come sequenza d’avvio (Boot) la prima sarà Hard Disk e avrà anche il nome del produttore o di serie.
La seconda sarà probabilmente Floppy la terza infine CD/DVD (Naturalmente se il vostro Computer è sprovvisto di Floppy la voce non ci sarà)
Per cambiare l’avvio del computer procedete così:
tramite i tasti + e – del tastierino numerico alla vostra destra (potete anche usare i tasti > PGSU > PGGIù)
spostate la voce CD/DVD in cima alla lista e spostate la voce hard Disk come seconda opzione o terza opzione (non cambia niente)
Nota: non è importante che ci sia prima la voce Floppy della voce CD/DVD o viceversa l’importante è che la voce HARD DISK sia dopo CD/DVD !!
Salvate i cambiamenti con > F10.
Spegnete e riavviate e vedrete l’avvio da CD.

(Se non siete sicuri di quel che state facendo basta premere il tasto di spegnimento del computer senza salvare niente e tutto ritornerà come prima.
Importante: il cambiamento sbagliato di un’altro parametro del BIOS potrebbe compromettere il funzionamento del computer !!!)

Dopo aver superato le schermate di benvenuto, quella relativa alle impostazioni internazionali ed al layout della tastiera, la procedura d’installazione di Ubuntu visualizzerà una finestra che richiede massima attenzione e cautela da parte dell’utente. All’atto della scelta del disco o della partizione ove si desidera installare Linux, si dovrà scegliere l’opzione che recita usare il più ampio spazio contiguo disponibile. In questo modo Ubuntu verrà automaticamente installato nello spazio libero (non allocato) che si è precedentemente liberato ridimensionando la partizione di Windows Vista.

Al termine del setup di Ubuntu, riavviando il personal computer, sarete accolti dal menù di avvio “GRUB”. GRUB (GRand Unified Bootloader) è un boot loader che consente di scegliere, ad ogni avvio, quale sistema operativo si desidera utilizzare. GRUB è liberamente configurabile facendo leva su un file di configurazione, memorizzato in formato testo (si chiama menu.lst) nella cartella dove è presente il boot loader (di solito /boot/grub).
Per personalizzare le impostazioni di configurazione di GRUB, è possibile aprire una finestra terminale da Ubuntu quindi digitare il seguente comando:
sudo gedit /boot/grub/menu.lst
Specificando la propria password quindi premendo il tasto Invio, si visualizzerà il contenuto del file di configurazione di GRUB nel programma “gedit”. Il sistema operativo che verrà avviato in modo predefinito, è indicato in corrispondenza della voce “default”. Si possono apportare le modifiche del caso, a seconda delle proprie preferenze.

Fonte.

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