Come evolveranno le reti sociali online

Posted on ottobre 26, 2007. Filed under: News |

MySpace sostiene di avere più di cento milioni di utenti registrati. Nel mese di settembre non solo 33,7 milioni hanno utilizzato Facebook, ma hanno anche visitato il sito rivale in media 2,3 volte al giorno. Questi siti registrano senza dubbio uno straordinario successo, e per una semplice ragione: i siti di social network stanno letteralmente reinventando il web.
La Rete era stata protagonista di una rivoluzione già una volta. I browser erano stati inventati per poter vedere le pagine essendo in grado di trasformare il codice Html in un insieme chiaro di testi e grafica. Allora l’interattività consisteva di formulari da completare e un bottone di invio per mandare i dati al server. Poi, nella seconda metà degli anni 90, divenne sempre più evidente che i browser si candidavano a essere i nuovi desktop. Al loro interno si trovavano i programmi che usiamo ogni giorno.
E questo è stato l’obiettivo dell’ultimo decennio: è possibile trasformare i browser in una piattaforma sufficientemente stabile che possa funzionare da client software per tutti i nostri business e le esigenze quotidiane? È possibile ottenere il giusto mix di servizi forniti localmente nel nostro browser e fatti girare sul server utilizzando strumenti come Ajax? Con l’affermazione della suite applicativa di Google e l’enfasi posta da Microsoft sulla versione online di Office, la risposta sembra decisamente positiva.
I siti di social network rientrano ovviamente in questa prima tornata di trasformazione del web, trattandosi di applicazioni consegnate tramite browser. Ma comprendono sempre più tool e servizi derivati dalla stessa internet. All’interno del perimetro del nostro sito di social network, possiamo bloggare, chattare, fare instant messaging, mandare mail e sviluppare una home page. Ora che Facebook si è aperto a qualsiasi sviluppatore, ogni giorno si aggiungono sempre più servizi. Con questa mossa Facebook ha aggiunto il più grosso tassello di internet che gli mancava: la capacità di innovare rapidamente, a basso costo e con il contributo di chiunque.
I siti di social network hanno così integrato i servizi sociali che stanno più a cuore alle persone. Ma perché abbiamo bisogno di siti di social network per questo? Perché non è sufficiente avere un client che li metta insieme per noi? Di certo ci hanno provato. Per esempio la mail di Google comprende anche la chat e basta un solo click per avere il servizio di agenda. Ma ai tentativi precedenti mancava l’ingrediente più importante: la nostra rete di amici. I servizi sono commodities. Non lo è invece l’insieme delle persone che conosci e che ti piacciono. Ecco dove risiede la prossima generazione del valore.
Ed è proprio questo che sta permettendo al social network di reinventare il web. Internet era concepito inizialmente come una rete di pagine, collegate liberamente e caoticamente, con un ordine bottom up, senza un’authority centralizzata che registrasse e coordinasse i link. C’è un potere dirompente in un’idea del genere e noi stiamo solo iniziando a capire cosa si possa fare con questo. Ma le relazioni umane erano invisibili al web. Era più facile trovarle nella casella di posta elettronica o nell’elenco dell’instant messaging che non nel reticolo di iperlink costruiti grazie al vostro browser.
I siti di social rendono visibili queste relazioni, il che è allo stesso tempo un vantaggio e un limite. I siti sanno chi sono i tuoi amici, perché tu dici chi sono i tuoi amici, e i tuoi amici accettano tale designazione in maniera esplicita. Su Facebook avete a disposizione una dozzina di diverse relazioni per ogni singola connessione, anche se i nostri rapporti sono molto più variegati rispetto a quei modelli. Quindi ciò che i siti sanno delle nostre relazioni è troppo esplicito e troppo rigido. Peggio, le dinamiche sociali di questi siti creano inevitabilmente distorsioni: tu finisci per accettare un altro come amico perché non vuoi ferirne la sensibilità. Una volta superato quel momento di impaccio, però, hai la possibilità di instaurare relazioni molto più ricche rispetto ai legami iniziali, espliciti. Il sito sa non solo che io ho scelto te come amico, e che tu hai accettato, ma anche che ci siamo scambiati messaggi tutti i giorni, che abbiamo condiviso foto – su Facebook sono caricate ogni giorno otto volte le foto di Flickr –, che abbiamo dato voti ai film e che a entrambi piacciono le commedie romantiche. Questi siti generano rapidamente una quantità enorme di informazioni implicite sulle relazioni che abbiamo con i nostri amici. Utilizzate adeguatamente – e la prospettiva di abusi è davvero spaventosa – possono arricchire le nostre vite sociali facendo nascere nuove relazioni e approfondendo quelle esistenti.
Questi social network rischiano di diventare troppo importanti per il loro stesso bene. Dato che andiamo in rete in primo luogo per connetterci con altre persone, dover affidare tutti i nostri dati a un solo sito potrebbe diventare un peso. Il web stesso funziona meglio nel facilitare relazioni sociali rispetto a qualsiasi singolo sito. E potrebbe arrivare un momento in cui decideremo che vorremo possedere le nostre informazioni personali – comprese quelle relative ai nostri amici – piuttosto che affidarle a Facebook o a MySpace. Potremmo voler essere in grado di contattare membri di altri social network. Potremmo insistere per rendere questi siti più trasparenti dal momento che quello che ci interessa sono i nostri amici, non Facebook, MySpace o qualsiasi altra dot.com. Vorremmo poter connettere il nostro network business – il social network ha enormi potenzialità per le aziende – a quello del nostro tempo libero. Potremmo insistere per far uscire i social network dai contenitori in cui sono rinchiusi, inventando un modo per trasformare il web stesso in una rete di persone oltre che una rete di pagine.
A quel punto avremo reinventato di nuovo il web. Nel frattempo i nostri figli e – sempre più – i nostri partner di lavoro staranno chattando, messaggiandosi, condividendo video e inventando nuovi modi per essere sociali, sempre all’interno dei confini dei siti di social network.o

Fonte. 

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