Sophos: Rapporto Spam Q2 2007

Posted on luglio 20, 2007. Filed under: News |

Sophos, società leader a livello mondiale nel settore della sicurezza informatica e nella tecnologia di controllo dell’accesso alla rete (NAC), ha pubblicato l’ultimo rapporto sui dodici Paesi che hanno prodotto la maggior quantità di spam durante il secondo trimestre del 2007. Gli Stati Uniti continuano a detenere il triste primato, un messaggio indesiderato su cinque arriva dagli USA, ma il vecchio continente ospita il maggior numero di computer zombi. L’Italia è decima nella classifica dei maggiori produttori di spam. Analizzando tutti i messaggi ricevuti dalla rete globale Sophos di trappole per lo spam, gli esperti di SophosLabs hanno riscontrato che dagli Stati Uniti proviene tuttora quasi un quinto, ossia il 19,6%, dello spam in circolazione nel mondo. Rispetto al precedente trimestre, infatti, la percentuale di spam a stelle e strisce ha subito solo un’ininfluente flessione dello 0,2%. L’Europa, tuttavia, è attualmente presente in classifica con sei Paesi che, complessivamente, hanno inviato una quantità di e-mail spazzatura superiore a quella statunitense.

Gli esperti di Sophos, inoltre, hanno constatato che il numero dei PC europei controllati dai cybercriminali è in costante aumento. Secondo Sophos, il volume complessivo di spam a livello globale, nel corso del secondo trimestre 2007, è cresciuto di circa il 9% rispetto allo stesso periodo del 2006. I 12 Paesi che hanno prodotto la maggior quantità di spam da aprile a giugno 2007: 1. Stati Uniti (19,6%), 2. Cina e Hong Kong (8,4%), 3. Corea del Sud (6,5%), 4. Polonia (4,8%), 5. Germania (4,2%), 6. Brasile (4,1%), 7. Francia (3,3%), 8. Russia (3,1%), 9. Turchia (2,9), 10. Regno Unito (2,8%), 10. Italia (2,8%), 12. India (2,5%), Altri (35%).

“Sebbene gli Stati Uniti restino il Paese in cui il fenomeno dello spamming ha proporzioni più vaste, la classifica di questo trimestre sottolinea la necessità pressante di azioni concertate a livello internazionale volte a combattere questo problema sempre più preoccupante”, ha dichiarato Walter Narisoni, Security Consultant di Sophos Italia. “In ogni campagna di spam, gli spammer, i computer utilizzati illecitamente e gli utenti bombardati dalle mail non richieste sono spesso dislocati nelle regioni più disparate del globo. Occorre l’impegno comune di tutti gli stati non solo per perseguire e condannare gli spammer, ma anche per sensibilizzare gli utenti, ovunque si trovino, sull’importanza non tanto di ignorare quanto di bloccare i messaggi di spam. Ognuno di noi è chiamato a dare il proprio contributo se vogliamo vincere la battaglia contro lo spam”.

Secondo Sophos, il numero crescente di PC negli USA e in Europa, unito all’aumento dei provider di servizi Internet che offrono l’accesso web a prezzi stracciati, ma in molti casi senza adottare misure adeguate per impedire lo spamming, sono le cause principali della forte presenza in classifica del nuovo e del vecchio continente. “Dopo averne assunto il controllo, gli hacker spesso sfruttano lo stesso computer per inviare spam nell’ambito di più campagne. In pochi secondi i sistemi manomessi inviano messaggi di ogni genere: dalle e-mail fraudolente di tipo azionario o che offrono mutui agevolati, ai messaggi a luci rosse o che pubblicizzano pillole per dimagrire. Gli ISP devono valutare seriamente l’efficacia del proprio impegno nel controllare se gli utenti inviano inconsapevolmente messaggi di spam, e nel sensibilizzarli sulla protezione dei loro PC”, ha aggiunto Narisoni.

Per quanto riguarda la classifica per continente, malgrado il predominio in classifica degli Stati Uniti e dei Paesi europei, e pur essendo esiguo il numero dei Paesi asiatici da cui proviene lo spam e modesta la quantità da essi inviata, l’Asia si è dimostrata il continente più prolifico del secondo trimestre 2007. Mentre l’Europa, che guidava la classifica nel primo trimestre 2007, ha assistito a una diminuzione della percentuale di spam del 6,6%, slittando al secondo posto, l’attività degli spammer in Asia, Nord America, Sud America ed Africa è stata contrassegnata ovunque da un incremento. Gli esperti di Sophos prevedono per i prossimi mesi un ulteriore livellamento di queste cifre dovuto al fatto che gli spammer hanno cominciato a sfruttare il numero crescente di computer scarsamente protetti in continenti come il Sud America e l’Africa. La distribuzione geografica dello spam per continente da aprile a giugno 2007: 1. Asia (35,2%), 2. Europa (28,5%), 3. Nord America (24,2%), 4. Sud America (9,6%), 5. Africa (1,6%).

Fonte.

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