Eric Steven Raymond: I’m your worst Nightmare!

Posted on giugno 30, 2007. Filed under: Filosofia Hacker |

Eric Steven Raymond nato il 4 dicembre 1957 a Boston è l’autore de La Cattedrale e il Bazaar (leggibile qui) nonchè attuale manutentore del Jargon File “Il nuovo dizionario degli hacker”. Conosciuto come ESR (le sue iniziali) deve la sua reputazione alla cultura degli hacker, dopo il 1997 diventa la figura principale del movimento Open Source; svolge la funzione di ambasciatore dell’open source presso la stampa, il commercio e la cultura emergente. È un oratore dotato che è riuscito a diventare celebre in più di quindici paesi sparsi su sei continenti, tanto che nel 2003 è stato probabilmente l’hacker che ha ottenuto più visibilità pubblica sulla stampa principale. La tattica adottata da Raymond ha messo a segno un numero notevole di successi, cominciando dal rilascio dei codici sorgenti di Mozilla nel 1998.

Raymond pare abbia forti interessi nella fantascienza, è un musicista amatoriale ed è cintura nera nel taekwondo. Le sue difese pubbliche al secondo emendamento riguardante i diritti a possedere armi da fuoco ed il suo forte sostegno alla guerra in Iraq del 2003 hanno ferito alcuni hacker, ma lui sembra trarre piacere dalla polemica che ne è nata.

All’inizio del 2007 ha fatto notizia la decisione di abbandonare dopo tredici anni la distro Red Hat/Fedora passando ad Ubuntu. Le cause di questo abbandono sono tante e di diversa gravità. Quelle scatenanti sono legate ad RPM: al fatto che i repository di Fedora sono gestiti da gente incompetente (sue parole) e che il gestore dei pacchetti non è staticamente linkato, per cui se per un qualsasi motivo si perde una libreria, l’intera distro è in ginocchio, inoltre:

  • Problemi cronici di governabilità.
  • Incapacità di mantenere i repository in una stato sano e consistente, tale da permettere aggiornamenti.
  • Un processo di accettazione di nuovi pacchetti troppo complesso e poco documentato
  • Aver fatto stagnare lo sviluppo di RPM per anni (Red Hat e l’inventore di RPM non vanno più d’accordo da tempo… esiste anche un fork se non sbaglio!) e aver aggiunto un livello di inutile complessità con YUM.
  • Aver abbandonato la competizione per il Desktop
  • Aver fallito nel gestire il problema dei formati multimediali, che resta senza risposta.

ESR è attualmente uno degli hacker più famosi e controversi, si può amare oppure odiare, di certo non passa inosservato.

Sapete cosa ha risposto alla Microsoft quando hanno tentato di reclutarlo?

“I’m your worst Nightmare” (“Sono il vostro incubo Peggiore!”) ovviamente non ha accettato.

Leggete qui di seguito lo scambio di mail:

Eric,

I am a member of the Microsoft Central Sourcing Team. Microsoft is seeking world class engineers to help create products that help people and businesses throughout the world realize their full potential.

Your name and contact info was brought to my attention as someone who could potentially be a contributor at Microsoft. I would love an opportunity to speak with you in detail about your interest in a career at Microsoft, along with your experience, background and qualifications. I would be happy to answer any questions that you may have and can also provide you with any information I have available in regard to the position s and work life at Microsoft.

Please take a moment to visit My Calendar online to schedule a convenient time for me to contact you. You can learn more about our vision for the New World of Work at

http://www.microsoft.com/mscorp/execmail.

Additionally, if you are aware of any current or previous colleagues who might also be interested in opportunities at Microsoft, I would be happy to speak with them as well. Referrals are always welcome, and are greatly appreciated.

Thank you in advance and I look forward to an opportunity to speak to you in the near future

Best regards,

Mike

How far will you go?

I’d thank you for your offer of employment at Microsoft, except that it indicates that either you or your research team (or both) couldn’t get a clue if it were pounded into you with baseball bats. What were you going to do with the rest of your afternoon, offer jobs to Richard Stallman and Linus Torvalds? Or were you going to stick to something easier, like talking Pope Benedict into presiding at a Satanist orgy?

If you had bothered to do five seconds of background checking, you might have discovered that I am the guy who responded to Craig Mundie’s “Who are you?” with “I’m your worst nightmare”, and that I’ve in fact been something pretty close to your company’s worst nightmare since about 1997. You’ve maybe heard about this “open source” thing? You get one guess who wrote most of the theory and propaganda for it and talked IBM and Wall Street and the Fortune 500 into buying in. But don’t think I’m trying to destroy your company. Oh, no; I’d be just as determined to do in any other proprietary-software monopoly, and the community I helped found is well on its way to accomplishing that goal.

On the day I go to work for Microsoft, faint oinking sounds will be heard from far overhead, the moon will not merely turn blue but develop polkadots, and hell will freeze over so solid the brimstone will go superconductive.

But I must thank you for dropping a good joke on my afternoon. On that hopefully not too far distant day that I piss on Microsoft’s grave, I sincerely hope none of it will splash on you.

Cordially yours, Eric S. Raymond

I documenti presentati di seguito sono traduzioni di alcune pagine tratte dal sito web di Eric Steven Raymond,

“La differenza fondamentale è questa: gli hacker costruiscono le cose, i cracker le rompono.”

Ed in questi scritti si conosce il vero significato del termine hacker (oggetto di equivoci continui da parte della stampa specialistica e non) e se ne scoprono le origini.

La forma mentis di un hacker non è confinata alla cultura del software. Ci sono persone che applicano l’attitudine dell’hacker in altri campi, come l’elettronica e la musica – attualmente potete trovarli ai livelli più elevati della scienza o dell’arte. Gli hacker dei software riconoscono questi spiriti affini ovunque e possono chiamare anch’essi hacker – ed alcuni affermano che la natura di un hacker è pressoché indipendente dal particolare media su cui l’hacker lavora. Ma nel resto del documento concentreremo l’attenzione sulle capacità e le attitudini degli hacker dei software, e sulle tradizioni della cultura condivisa che ha dato origine al termine hacker.

Gli hacker risolvono i problemi e costruiscono le cose, credono nella libertà e nell’aiuto volontario reciproco. Per essere accettati come hacker, dovete comportarvi come se aveste voi stessi questo tipo di attitudini. E per comportarvi come se aveste queste attitudini dovete realmente credere in quelle particolari attitudini.

Ma se pensate che coltivare le attitudini da hacker sia solo un modo per guadagnarsi l’accettazione in quella cultura sbagliate di grosso. Diventare il tipo di persona che crede in queste cose è importante per voi stessi – per aiutarvi ad imparare e ad essere motivati a farlo. Come in tutte le arti creative, il modo migliore per diventare un maestro è imitare il modo di pensare dei maestri – non soltanto intellettualmente ma soprattutto emotivamente.

Come spiega questo poema Zen moderno:

Per seguire il sentiero:
guardare al maestro,
seguire il maestro,
camminare con il maestro,
guardare attraverso il maestro,
diventare il maestro.

Quindi, se volete essere un hacker, ripetete le cose che seguono finché non crederete sul serio ad esse.

Come diventare un HackerEric Steven Raymond
Breve storia del regno degli hacker (hackerdom)Eric Steven Raymond
La vendetta degli hackerEric Steven Raymond

 

 

 

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